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Vita Sana

Il Saw Palmetto aiuta a combattere la PCOS?
Salute Della Donna

Il Saw Palmetto aiuta a combattere la PCOS?

Italy

La sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) è sorprendentemente comune tra le donne, che, purtroppo, dovranno convivere con i sintomi dato che, al momento, non esiste una cura effettiva per la condizione. Adottare cambiamenti nello stile di vita aiuta a ridurre i sintomi, tuttavia potrebbe esserci un altro modo per alleviare il disturbo. Conosciuto per il suo effetto sugli ormoni maschili, il saw palmetto può essere in grado di aiutare il corpo a regolare i livelli ormonali nelle donne con la PCOS. Come può il Saw Palmetto influenzare in maniera positiva gli ormoni femminili? Siamo qui per spiegare fino a che punto gli integratori di saw palmetto sono in grado di affrontare i sintomi della PCOS, insieme a ciò che, esattamente, l'integratore e la sindrome provocano al corpo. Quindi, senza ulteriori indugi… Cos'è Saw Palmetto? Il Saw palmetto - scientificamente noto come Serenoa repens - è una palma che si trova comunemente in Florida e in altri stati sud-orientali d'America. È stato usato in medicina per centinaia di anni. L'estratto dell'albero è stato utilizzato da entrambi gli indigeni americani e dai Maya, per problemi relativi alla prostata e alle vie urinarie, e altri disturbi del corpo. Ora, tuttavia, esistono prove scientifiche sull'uso del saw palmetto da parte di queste culture. È stato osservato come un aiuto per i sintomi dell'iperplasia prostatica benigna, un gonfiore della prostata che causa problemi con la minzione. Naturalmente, questo rende l'integratore popolare tra gli uomini, alcuni dei quali lo assumono anche per aiutare condizioni come la perdita dei capelli e il basso desiderio sessuale. Adesso vi chiederete come questo possa aiutare una condizione come quella della PCOS. Per capire meglio, daremo un'occhiata più da vicino a questa sindrome. Cos'è il PCOS? La sindrome dell'ovaio policistico, come suggerisce il nome, colpisce le ovaie di circa una donna su cinque, anche se solo la metà di queste mostrerà sintomi. Provoca piccole protuberanze chiamate follicoli sulla superficie delle ovaie – che non sono pericolose per la vita. È comune che i sintomi compaiano nella tarda adolescenza o nei primi anni dei venti, che possono includere: Aumento di peso; Mestruazioni irregolari o nessuna mestruazione; Eccessiva crescita di peli sul corpo (la schiena, il viso e il torace sono comuni); Capelli fragili; Apnea notturna - difficoltà a respirare durante il sonno; Difficoltà a concepire; Pelle acneica o grassa; Cambiamenti dell'umore, inclusi ansia e depressione. Non si è ancora stabilito come la condizione affetti solo certe donne. Esistono una serie di fattori che entrano in gioco, come il rischio di resistenza all’insulina (che di per sé può causare aumento di peso) e lo squilibrio ormonale. Se sospettate di avere la PCOS, è importante farlo diagnosticare dal vostro medico, in quanto può portare a infertilità, diabete di tipo 2 e problemi di salute mentale. Al momento non esiste una cura per la PCOS, sebbene uno stile di vita e una dieta sani possano contrastare i sintomi e aiutare a controllarli. I medici, di solito, prescrivono trattamenti per mestruazioni irregolari e infertilità, come pillole contraccettive per bilanciare le mestruazioni e farmaci più specifici per coloro che cercano di concepire. La chirurgia per rimuovere i follicoli tende solo ad essere considerata quando nessuno dei trattamenti è efficace per ridurre i sintomi. PCOS e androgeni Come accennato in precedenza, gli ormoni sono particolarmente importanti nella PCOS. Molti dei suoi sintomi sono causati dai livelli di androgeni nel corpo. Questi, sono in genere noti come "ormoni maschili" (il più famoso è il testosterone) ma sono presenti sia negli uomini che nelle donne e svolgono un ruolo importante nella crescita del bambino nell'utero e durante la pubertà per entrambi. Gli androgeni causano quello che molti potrebbero chiamare "caratteristiche maschili", alcune delle quali coincidono con i sintomi della PCOS: crescita dei peli del corpo e del viso, perdita dei capelli e acne. Nelle donne in particolare, alti livelli causano mestruazioni irregolari, sbalzi d'umore e, in casi estremi, infertilità. Lo squilibrio ormonale gioca un ruolo importante nella PCOS, sia come causa sia come sintomo. È qui che il saw palmetto può aiutare - nonostante sia comunemente usato per disturbi maschili, può essere in grado di alleviare i sintomi della PCOS grazie alle sue uniche proprietà. Il Saw Palmetto funziona? La cosa interessante del saw palmetto è come il suo estratto agisca senza androgeni nel corpo - il segreto delle sue capacità. L'estratto contiene acidi grassi chiamati liposteroli. Questi impediscono la conversione del testosterone in diidrotestosterone (DHT), inibendo l'enzima coinvolto nella conversione. Questa inibizione è stata osservata in uno studio del 1984 sull'estratto di saw palmetto, con i ricercatori che hanno commentato il suo potenziale come antiandrogenico. Il DHT è uno dei più potenti androgeni ed è uno dei principali sostenitori dei sintomi di PCOS. Uno studio ha rilevato che un alto rapporto DHT / testosterone è presente in coloro che sono stati diagnosticati con la PCOS, quindi qualsiasi trattamento in grado di normalizzare tale rapporto aiuterà ad alleviare la condizione. Ciò si ricollega anche al saw palmetto che assiste nell'ipoplasia prostatica benigna: il DHT può far aumentare la dimensione della prostata. Assumere un integratore di saw palmetto impedisce la conversione di DHT che porterà verso la normalizzazione della dimensione della prostata. Come potete vedere, questa prevenzione della conversione è il punto cruciale che rende il saw palmetto efficace nel supportare PCOS e altre condizioni, in entrambi i sessi. Ciò che deve essere ricordato è che il DHT non è necessariamente un ormone cattivo da avere nel corpo, e a livelli normali è innocuo. Effetti collaterali Come con qualsiasi integratore, potrebbero esserci alcuni effetti collaterali che potrebbero verificarsi con l'uso di saw palmetto. Alcuni di questi potrebbero essere potenzialmente ignorati da coloro che potrebbero pensare che l'effetto sia naturale come: ingrossamento del seno o disagio, mancanza di desiderio sessuale o alitosi. Se una qualsiasi di queste condizioni peggiori, dopo aver usato l’integratore, si consiglia la sospensione del trattamento. Altri effetti collaterali più evidenti includono disturbi di stomaco, nausea, vertigini e mal di testa. In casi molto rari si possono avere reazioni allergiche all'estratto - se si riscontrano difficoltà a respirare, eruzioni cutanee o prurito, consultare immediatamente un medico e interrompere la cura. Ancora una volta, tutti questi effetti indesiderati sono eventi insoliti e non dovrebbero offuscare i potenziali benefici che potrebbero essere ottenuti dall'assunzione di saw palmetto. Bisogna fare attenzione quando ci si trova in determinate situazioni; a causa dei suoi effetti sui livelli ormonali, non dovrebbe essere preso da chi è incinta, in quanto potrebbe disturbare lo sviluppo del bambino. Allo stesso modo, i bambini di età inferiore ai 13 anni sono scoraggiati ad asssumere il saw palmetto, per evitare che interferisca con la pubertà e alterando i livelli degli ormoni nel corpo. Infine, il saw palmetto può rallentare la coagulazione del sangue, per cui coloro che hanno condizioni di sanguinamento o stanno assumendo attualmente anticoagulanti si raccomanda di non assumere l’integratore. Conclusione Grazie alle interessanti proprietà del saw palmetto, il suo estratto può essere usato come complemento contro alcuni degli effetti collaterali della sindrome dell'ovaio policistico. Spesso può sembrare una condizione senza modo di poter essere gestita, nonstante ciò il saw palmetto può essere di aiuto per sostenere il corpo a ridurre i suoi sintomi. A proposito di dottori, non dimenticate di consultarli in caso di domande o dubbi sull'assunzione di saw palmetto, soprattutto se state assumendo altri farmaci o se adatto in base alle vostre attuali condizioni fisiche.

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Vita Sana

7 cattive abitudini pre-allenamento
Fitness

7 cattive abitudini pre-allenamento

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Dare il massimo durante un allenamento è importante per aumentare forza e resistenza. Per allenarsi correttamente, non basta, tuttavia, concentrarsi sugli esercizi ed eseguirli correttamente; è altrettanto importante prestare attenzione a quello che si fa prima di entrare in palestra. Qualunque attività fisica si pratichi, ecco le più comuni cattive abitudini pre-allenamento che rendono più difficile arrivare ai risultati sperati: 1. Stretching a freddo Stirare i muscoli prima di allenarsi? Niente di più sbagliato: è un’abitudine che può causare danni alle articolazioni e strappi muscolari. Meglio praticarlo a caldo, dopo l’allenamento, per ristorare i muscoli e raffreddare il corpo. Per proteggere e rinforzare le articolazioni, l'aiuto di un integratore di Glucosamina può riveralsi molto utile. 2. Consumare troppe bevande energetiche In generale, assumere caffeina prima di un allenamento può aiutare a migliorare la propria performance. Quantità eccessive di caffeina possono, invece, essere causa di ansia, nausea e tachicardia, che di certo non fanno bene all’allenamento. È preferibile bere caffè moderatamente e stare alla larga da bevande energetiche eccessivamente caloriche. Se non ci si allena da molto tempo, un integratore di L-arginina promuove la resistenza, favorendo il mantenimento e la crescita della massa muscolare. 3. Pennichelle prolungate Schiacciare un pisolino è un’ottima idea per recuperare le forze se si è eccessivamente stanchi o non si è dormito abbastanza. Esagerare può però avere affetti nocivi, causando fiacchezza e peggiorando la stanchezza. Meglio limitare il sonnellino a non più di 30 minuti, se lo stesso giorno ci si deve allenare. Anche la perdita di sonno può peggiorare l’allenamento, perciò è consigliabile assicurarsi di dormire 7-8 ore a notte. 4. Mangiare troppo Il cibo fornisce l’energia giusta per affrontare un allenamento, migliorando la crescita e il recupero dei muscoli. Eccedere nei pasti o mangiare cibi pesanti ed elaborati prima di un allenamento può però essere deleterio. È sempre consigliabile allenarsi almeno due ore dopo l’ultimo pasto e se si ha fame, sgranocchiare delle noci, o mangiare un frutto. Un apporto calorico minimo prima di allenarsi aiuta, infatti, a migliorare la performance. 5. Bere troppa acqua Bere eccessivamente può avere effetti simili a mangiare troppo. Meglio bere piccoli sorsi prima e durante l’allenamento, senza esagerare. 6. Allenarsi mentre si è in ansia L’esercizio fisico, si sa, è un ottimo rimedio contro lo stress. Tuttavia affrontare un allenamento mentre si è ansiosi riduce la concentrazione e lo rende più faticoso e meno efficace. Per non parlare delle maggiori probabilità di farsi male. Prima di iniziare, meglio prendere un bel respiro e ripetere l’operazione 3-4 volte, cercando di concentrarsi solamente sull’allenamento. 7. Iniziare con gli esercizi più difficili Non è mai una buona idea stancarsi all’inizio dell’allenamento. Per questo, è meglio eseguire gli esercizi più faticosi, come gli addominali, a fine allenamento, proprio prima di fare la doccia. Clicca qui per scoprire di più

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Benefici del Magnesio
Salute Generale

Benefici del Magnesio

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Una carenza di magnesio può provocare numerevoli disagi tra cui stanchezza e affaticamento, per questo motivo è importante includere questo prezioso minerale nell'alimentazione quotidiana e predilire una dieta ricca di verdure e fibre. Il magnesio è responsabile di un gran numero di funzioni del corpo. L’assunzione del minerale è possibile attraverso il consumo di alimenti: quelli contenenti più alte concentrazioni di magnesio sono quelli non trasformati. Le diete, tuttavia, spesso presentano consumi veramente bassi di alimenti non pre-confezionati. A cosa serve il magnesio? La funzione più nota del magnesio è il ruolo attivo nella trasmissione dell’impulso tra le cellule nervose e muscolari. Questa attività è soprattutto di natura regolatrice, proprio come quella esercitata sul cuore dove interviene nel controllo dei battiti cardiaci e della pressione. In tutto l’organismo il magnesio è essenziale per il buon funzionamento di almeno 250-300 enzimi, attivi nella produzione dell’energia cellulare, delle proteine e dell’assorbimento di alcuni sali minerali come calcio, fosforo, sodio e potassio. A livello metabolico, questo oligoelemento serve per fissare calcio e fosforo nel tessuto osseo e nei denti, ma anche per equilibrare l’attività dell’insulina. Il mantenimento della giusta quantità di magnesio serve, anche, per regolare l’umore. Quanto magnesio bisognerebbe assumere ogni giorno? Il fabbisogno giornaliero di magnesio varia in funzione dell'età e del sesso del soggetto in questione. Gli individui adulti di sesso maschile dovrebbero assumerne tra i 400 e i 420 mg al giorno, mentre per le donne la quantità necessaria varia dai 310 ai 320 mg. Per le donne molto giovani il fabbisogno giornaliero cresce fino a 360 mg, con picchi che toccano i 400 mg durante la gravidanza. In quali alimenti troviamo il magnesio? Il magnesio è presente in molti cibi di uso piuttosto comune. Facendo attenzione alle tecniche di cottura, evitando il più possibile di bollire e magari consumando per lo più alimenti integrali, sarà piuttosto semplice mantenere regolari i livelli di magnesio. Ecco la lista dei cibi da preferire: verdure a foglia verde, come spinaci, bietole, biete coste ed erbette; semi di zucca al naturale; germogli di soia; frutta a guscio come mandorle, nocciole e noci; cacao amaro e cioccolato extra fondente; Carenze di magnesio I sintomi della carenza di magnesio sono abbastanza vaghi e poco specifici, i più comuni sono: stanchezza, debolezza muscolare, irritabilità, alterazioni dell’umore, agitazione, crampi muscolari. Nei casi più gravi anche crampi addominali e alterazioni del battito cardiaco. Nessuna di queste manifestazioni è correlata solo all’apporto di magnesio, per cui sarà necessario, soprattutto se l’intensità è rilevante, rivolgersi al medico. Una dieta irregolare è la prima causa della mancanza del composto, tuttavia non è l’unica: l’attività fisica intensa, lo stress fisico e mentale, possono infatti causare un deficit di questo minerale. Inoltre, i lassativi e alcuni farmaci diuretici ne aumentano le perdite. Come integrare le carenze di magnesio? Molto spesso le carenze di magnesio non sono colmabili soltanto con la dieta, ma è necessario assumere integratori. In commercio esistono diversi integratori e varie forme per supportare la carenza di questo preziosissimo minerale, di seguito vediamo insieme quali sono i principali tipi e quali sono le differenze soffermandoci in particolare sul magnesio citrato. Magnesio citrato: Il citrato di magnesio è una forma di sale di magnesio che associa il minerale con l'acido citrico, formando così una fonte altamente biodisponibile di questo minerale essenziale. È una tipologia con una buona biodisponibilità. Racchiude il 16% del magnesio elementare ed è assorbito meglio del magnesio ossido, quindi potrebbe essere adatto per alcalinizzare le urine e il corpo. È adatto soprattutto a chi, oltre ad avere necessità di integrare il minerale, cerca anche un aiuto contro la stitichezza. Cloruro di magnesio: è altamente biodisponibile, quindi il corpo riesce ad assorbirne una grande quantità. E' molto utile in caso di problemi premestruali, disidratazione legata ad un'intensa attività fisica oppure legata a problemi intestinali, o anche per chi è carente in potassio e calcio. Magnesio ossido: Il magnesio ossido ha una forte azione lassativa in quanto produce ossigeno a livello intestinale. Inoltre, pur non essendo la miglior forma per l’assorbimento da parte dell’organismo, viene largamente usato per tutte le forme di carenza di questo prezioso minerale. Perché il magnesio citrato? Il magnesio citrato è un integratore popolare e molte persone scelgono da anni di includerlo come parte del loro regime per i seguenti motivi: Livelli di energia Come risultato del suo ruolo nel metabolismo energetico, il magnesio citrato è comunemente usato dagli individui che hanno bisogno di una maggiore disponibilità di energia, come atleti o coloro che esercitano regolarmente un'attività ad alta intensità. Contro la stanchezza e l'affaticamento I segni di una carenza di magnesio includono stanchezza e affaticamento e un integratore di magnesio citrato può aiutare a evitare questi sintomi. Benessere Psicologico Il magnesio contribuisce alla normale funzione psicologica e al normale funzionamento del sistema nervoso. Una carenza di magnesio può portare a riduzione dell'umore.

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5 modi naturali per sbiancare i denti
Denti E Gengive

5 modi naturali per sbiancare i denti

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Avere denti bianchi e curati è una caratteristica particolarmente importante, capace di rendere più gradevole non solo il sorriso, ma anche l'aspetto complessivo di una persona. I denti sono lo specchio della salute, così come sono fondamentali dal punto di vista psicologico in termini di autostima. Vi proponiamo di seguito 5 metodi naturali per sbiancare i denti e avere un sorriso perfetto. Lavare i denti in modo corretto Non è un suggerimento ovvio, in quanto tutti laviamo i denti, ma non sempre lo facciamo nel modo corretto. Bisognerebbe lavare i denti accuratamente e usare il filo interdentale subito dopo ogni pasto, in quanto alcuni cibi quali caffè o vino rosso possono macchiarli, cosi come alcune cattive abitudini come il fumo. Oltre ad avere cura regolarmente della propria igiene orale è necessario effettuare periodicamente un’approfondita pulizia dei denti dal dentista, per rimuovere la placca da zone della bocca non facilmente raggiungibili con un normale spazzolino. Aceto di mele L’aceto di mele possiede molteplici proprietà benefiche per la salute generale. Non tutti sanno, però, che può essere utilizzato per sbiancare i denti! Utilizzato correttamente, è, infatti, in grado di rimuovere macchie resistenti quali quelle da caffè o nicotina, a patto che venga utilizzato in combinazione con un buon dentifricio. Bicarbonato di sodio e perossido di idrogeno È possibile mescolare una piccola quantità di perossido di idrogeno (acqua ossigenata) con una piccola quantità di bicarbonato ottenendone una una pasta con cui lavarsi i denti. Il perossido di idrogeno è un agente antibatterico naturale e quindi funziona bene nel mantenere la bocca libera da germi. Il bicarbonato di sodio può essere molto aggressivo per lo smalto dei denti e per tale ragione va mescolato al perossido di idrogeno. Seguendo questo semplice consiglio regolarmente si dovrebbero notare in poco tempo la presenza di un numero minore di macchie. Limone e scorze d'arancia È noto come gli agrumi siano molto importanti per la salute generale, e per tale ragione non dovrebbero mancare in nessuna dieta. La loro acidità può, però, portare via lo smalto dai denti. Per tale ragione, qualora si volessero utilizzare l’arancia o la scorza di limone come sbiancanti, è necessario assicurarsi di risciacquare accuratamente i denti subito dopo il loro utilizzo. Fragole Le fragole possono avere un effetto sbiancante per i denti. In particolare, è possibile preparare una purea con 4 – 5 fragole applicarla sui denti, avendo cura di sciacquare la bocca accuratamente. Questo rimedio semplice ha un’efficacia immediata. Riepilogo I metodi tradizionali, come l’uso regolare dello spazzolino e del filo interdentale, associati ad una dieta sana ed equilibrata, costituiscono un ottimo metodo per prevenire la formazione delle macchie. Se i denti iniziano a perdere il loro bianco naturale e la loro lucentezza, oltre a consultare il proprio dentista, si consiglia di controllare la propria dieta, cercando di ridurre il caffè e le cattive abitudini come il fumo inoltre assicurarsi il giusto apporto di vitamina D e di vitamina C. In aggiunta a ciò, i rimedi naturali da noi consigliati possono essere dei buoni alleati per mantenere dei denti sani e splendenti. Altrimenti provate la nostra polvere sbiancante per denti SimplyGo

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7 esercizi efficaci per allenare gli addominali
Fitness

7 esercizi efficaci per allenare gli addominali

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Le temperature si fanno sempre più gradevoli, e con i primi raggi di sole pensiamo già all’estate e alla voglia di rimetterci in forma. Eseguiti tre volte a settimana, magari preceduti da 40 minuti di jogging all’aria aperta, questi esercizi aiutano a tonificare l’addome. Piegamenti, sforbiciate, torsioni, crunch e cross cycling, tutti esercizi semplici ma utili, per un addome a prova di spiaggia! Cosa fare? I chili in più sono il risultato di una vita sedentaria accompagnata spesso da una cattiva alimentazione. Una dieta equilibrata ed esercizio fisico sono, dunque, il modo migliore per ridurre il grasso in eccesso. Fare cinque piccoli pasti al giorno aiuta a mantenere il metabolismo attivo e costanti i livelli di glucosio nel sangue, permettendo di sentirsi attivi e pieni di energia. È, inoltre, molto importante bere almeno due litri di acqua al giorno e incrementare il consumo di frutta e verdura, che apportano all'organismo fibre e nutrienti preziosi. Insieme ad un'alimentazione sana, ripetere costantemente questi 7 esercizi è, quindi, un ottimo modo per bruciare il grasso addominale: 1. Il primo esercizio comprende dei piegamenti in avanti con ginocchia piegate e caviglie incrociate, facendo lavorare soprattutto la parte superiore dell'addome. 2. Il secondo esercizio è più incentrato sulla parte inferiore dei muscoli addominali, con il sollevamento delle gambe in posizione supina, senza toccare terra fino alla fine. 3. Le sforbiciate sono estremamente utili per far lavorare la parte centrale dell'addome e vanno eseguite in maniera lenta e controllata. 4. Rimanere 60 secondi in posizione di flessione è un vero toccasana per rassodare tutti i muscoli addominali. 5. Il crunch incrociato prevede la flessione e torsione laterale alternata del busto. 6. Il cross cycling combina la flessione e torsione del busto al piegamento e sollevamento delle ginocchia. 7. Le torsioni russe servono, infine, a far lavorare i muscoli laterali presenti nella parte inferiore dell'addome, e si eseguono con la torsione alternata del busto, mantenendo i piedi sollevati da terra. Per raggiungere in maniera più veloce i risultati prefissati, perché non aiutarsi con un integratore naturale specificatamente indicato per la perdita di peso? Cosa ne pensate di questi esercizi? Lasciate un commento qui sotto!

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Cardo Mariano e le sue proprietà terapeutiche
Integratori Simply Supplements Italia

Cardo Mariano e le sue proprietà terapeutiche

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Il cardo mariano o Silybum marianum appartiene alla famiglia delle asteracee e cresce spontaneamente nel Mediterraneo. È conosciuta da molto tempo nella medicina naturale e alternativa per le sue proprietà terapeutiche. Origini L'uso del cardo mariano risale all'antica Grecia e all’antica Roma, dove veniva utilizzato per curare malattie al fegato, e anche come antidoto rudimentale al veleno di serpente. Il cardo mariano veniva usato anche durante il Medioevo come prima risorsa per combattere i problemi al fegato. Tuttavia, non è stato fino alla fine degli anni Sessanta che gli scienziati sono riusciti a estrarre con successo un composto chiamato silimarina, il principio attivo responsabile dei benefici per la salute di questa pianta. Oggi, gli erboristi e professionisti naturopati usano ancora i composti derivati dai semi di cardo mariano per trattare una varietà di problemi di salute. Che aspetto ha? Il cardo mariano è costituito da petali rosa con gambi spinosi e ramificati che possono raggiungere anche un metro di altezza. Le foglie del cardo mariano sono di solito di forma rettangolare o ovale e sono prevalentemente di colore verde con venature bianche che le attraversano. Quali sono i suoi benefici? Le radici e le foglie della pianta del cardo mariano sono commestibili e vengono talvolta utilizzate in cucina tuttavia, sono le sue potenziali proprietà terapeutiche che rendono la pianta eccezionale. Nella medicina tradizionale a base di erbe, è stato usato per affrontare una vasta gamma di disturbi della salute. Il cardo mariano viene comunemente impiegato per trattare alcuni dei sintomi causati dal consumo di eccessive quantità di cibi e bevande che risultano in problemi digestivi, per esempio: Indigestione; Maldistomaco; Nausea; Lieve diarrea. Tuttavia, è anche comunemente adoperato per affrontare una serie di altri problemi come, ad esempio, i postumi della sbornia. Una compressa di cardo mariano assunta prima e dopo una serata in discoteca o con gli amici può aiutare a ridurre le conseguenze dell’ubriacatura. Salute del fegato Il cardo mariano è rinomato da secoli per i suoi benefici per il fegato. Sembra infatti che il cardo mariano sia utilizzato per gestire i livelli di colesterolo in combinazione con una dieta equilibrata e uno stile di vita sano. Come funziona? Di solito sono i semi della pianta del cardo mariano che vengono utilizzati nella produzione di rimedi naturali e normalmente un estratto concentrato viene assunto in forma di tintura, compressa o capsula. È possibile trasformarlo in una tisana, ma poiché non è idrosolubile, questo non è generalmente considerato un metodo efficace di consumo. La maggior parte degli studi scientifici sul cardo mariano si è concentrata sui suoi principi attivi, invece di considerare la pianta nel suo insieme. Nonostante ciò, i ricercatori hanno dimostrato che esistono diversi modi in cui l'estratto di cardo mariano conferisce i suoi numerosi benefici. Supporto nutrizionale delle cellule Si ritiene che l'estratto di cardo mariano possa aiutare a proteggere l'integrità di alcuni tipi di cellule del corpo e persino a promuovere la loro rigenerazione. Antiossidante La silimarina ha proprietà antiossidanti, il che significa che può aiutare a proteggere il corpo dagli attacchi dei radicali liberi. Anti-infiammatorio Molte persone credono che i principi attivi presenti nell'estratto di cardo mariano abbiano la capacità di interrompere il processo che porta alle infiammazioni nel corpo. Anti-tossine La silimarina e la silibina possono proteggere il fegato da composti dannosi bloccando le tossine e stimolando l'azione degli enzimi che rendoli meno dannosi per l'organismo. Esistono degli effetti collaterali? La maggior parte delle persone non manifesta alcun effetto collaterale. In rare occasioni in cui persone hanno avuto effetti collaterali durante il consumo del cardo mariano, sono stati registrati i seguenti effetti: Nausea Diarrea Maldistomaco Mal di testa Reazioni cutanee lievi Il cardo mariano potrebbe non essere adatto per alcune persone, e dovrebbe essere evitato nelle seguenti circostanze: Se si ha meno di diciotto anni; Se in gravidanza o allattamento; Se si ha un'allergia a qualsiasi pianta della famiglia delle margherite Consumo Se si stanno assumendo farmaci prescritti o si hanno problemi di salute di base, è consigliato consultare sempre il proprio medico prima di utilizzare il cardo mariano o qualsiasi prodotto a base di erbe o integratori nutrizionali. Il metodo più comune per assumere l’estratto di cardo mariano è con l'integrazione di integratori. È sempre importante seguire le indicazioni riportate sull'etichetta, poiché ciascun integratore contiene diversi dosaggi e modalità d’uso. Acquistate il nostro cardo mariano

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Dieta: come diminuire l'appetito
Perdita Peso

Dieta: come diminuire l'appetito

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Secondo l’Istat che fa riferimento ai risultati dell’Indagine Multiscopo “Aspetti della vita quotidiana” del 2018, per 100 persone con le stesse caratteristiche vi sono: 3.1% sottopeso, 50.8% normopeso, 35.4% sovrappeso e 10.7% obesi. Sebbene ci siano dibattiti circa la percentuale effettiva di diete che non riescono a garantire il loro successo a lungo termine, coloro che perdono una quantità significativa di peso e sono in grado di mantenerlo senza ricadute sono molto pochi. Certamente, esistono numerosi fattori che determinano il successo di una dieta. Tuttavia, il più delle volte, le diete falliscono perché sono troppo difficili da sostenere, in gran parte a causa della fame. È normale sperimentare un po' di fame quando si diminuisce l'apporto calorico, ma questo può essere gestito con alcuni cambiamenti comportamentali. Ormoni dell’appetito Nel corpo, l'appetito è regolato dal cervello, dagli ormoni e dalle cellule adipose. Questi fattori garantiscono che il corpo ottenga l’energia sufficiente per essere in grado di soddisfare le attività necessarie volte al suo funzionamento. Si può giustamente domandare - perché abbiamo una crisi di obesità nel mondo moderno? Sfortunatamente, i nostri corpi non si sono ancora abituati all'onnipresenza di cibi altamente appetibili e densi di energia che inibiscono i nostri segnali biologici. Gli ormoni dell'appetito possono essere suddivisi in due gruppi. Quelli che promuovono la sazietà, sono definiti dagli scienziati come ormoni anoressigeni. Gli ormoni che stimolano l'appetito sono conosciuti come oressigeni. CCK, GLP-1 e PP sono alcuni degli ormoni più noti che segnalano al cervello che siamo sazi, mentre la grelina è l'unico ormone conosciuto che ci fa sentire affamati. La leptina è un ormone dell'appetito unico perché è contenuto nelle cellule adipose. Man mano che si immagazzina il grasso necessario, più i livelli di leptina aumentano nell’organismo. Questo segnala al nostro cervello che abbiamo abbastanza riserve di energia diminuendo l'appetito e viceversa. Tuttavia, se si prosegue con una dieta che apporta alti livelli di grasso corporeo per lunghi periodi di tempo, il cervello diventa effettivamente immune agli effetti della leptina, il che significa che il cervello inzia a cambiare i suoi parametri di livelli di grasso nell’organismo, non più normali e sani. Ora che abbiamo appreso le nozioni di base sulla regolazione dell'appetito, è tempo di guardare a ciò che possiamo fare per assicurarci che questo sistema altamente sofisticato funzioni a nostro favore. Dieta La dieta insieme all’attività fisica sono il modo più efficace e salutare per ridurre la quantità di grassi introdotti con l’alimentazione. Proteine Le proteine sono probabilmente i nutrienti più importanti su cui lavorare quando si mira a perdere peso e questo è dovuto a due ragioni principali. In primo luogo, la perdita di peso può causare la perdita di massa muscolare, poiché il corpo, quando in necessità, utilizza le proteine ​​dei muscoli come carburante. Questo dovrebbe essere evitato a tutti i costi, dal momento che i muscoli bruciano molte calorie al giorno anche a riposo. Quindi, perdere massa muscolare significherebbe di conseguenza rallentare il metabolismo. Quindi aumentando l'assunzione di proteine, il corpo non avrà bisogno di usare il tessuto muscolare per ricavare energia. Per assorbire le proteine, in genere, il corpo utilizza il 20-35% delle calorie! In confronto i carboidrati richiedono il 5-10% mentre i grassi il 2-5%. Quindi, coloro che seguono una dieta ricca di proteine bruciano più calorie al giorno. Al momento attuale, si raccomanda agli adulti di consumare 0,8 g di proteine ​​per ogni chilogrammo del loro peso corporeo. Quindi per un adulto di 70 kg, ciò equivale a 56 g al giorno. Tuttavia, per trarre i benefici dalle proteine, si consiglia di consumare quotidianamente 1,2-1,5 g per kg di peso corporeo, distribuito uniformemente nei pasti. Questo significa che per un adulto di 70 kg, l'obiettivo è 84-105g al giorno. Guardando questa figura, sembrerebbe opportuno mirare a 30-35g in ciascun pasto principale, con una piccola quantità fornita con gli spuntini. È raccomandato concentrarsi su carni magre, latticini, pesce, noci, semi e legumi. Tuttavia, un integratore proteico di alta qualità come il siero di latte sarebbe una scelta ottima. Fibre La fibra è un tipo di carboidrato che passa attraverso il corpo, senza essere digerito né assorbito dall'intestino tenue. Non solo una dieta ricca di fibre riduce il rischio di cancro al colon, ma aiuta anche a tenere sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue e colesterolo. Un altro ben noto vantaggio delle fibre è che aiutano ad aumentare la massa dello stomaco, portando ad una riduzione dell'appetito. È interessante notare che molti di cibi ricchi di fibre sono anche ricchi di acqua, che come scopriremo più avanti può anche essere utile per mantenere lontani gli attacchi di fame. Per assicurarci di soddisfare l'assunzione di fibre raccomandata, scegliere i cereali integrali rispetto ai cereali raffinati e mirare a ottenere 5 porzioni di frutta e verdura al giorno. Noci, semi, legumi e cioccolato fondente sono anche ottime fonti di fibra. Densità di energia Come abbiamo visto nella sezione precedente, aumentare la massa del cibo nello stomaco è un ottimo modo per tenere a bada la fame. Quando si discute di gestione della fame, si tratta anche della densità energetica che è, in poche parole, la quantità di calorie fornite da un alimento per grammo. Quindi, quando si cerca di perdere peso, si consiglia di consumare, per la maggior parte, alimenti con una bassa densità di energia. In genere, gli alimenti a basso contenuto di grassi, ricchi di fibre e acqua sono quelli con la più bassa densità di energia. Ad esempio, un grande Mac burger fornisce 540 calorie, ma un peso inferiore a 180 g! Confrontalo con un'anguria, che fornisce solo circa 50 calorie per lo stesso 180 g. Anche se questo è un esempio estremo, rafforza quanto sia importante usare saggiamente l'apporto calorico giornaliero. Alimenti altamente appetibili Cibi ad alta densità energetica possono devastare l’organismo, poiché contrastano le attività svolte dagli ormoni dell'appetito. Tali alimenti sono facilmente sovra-consumati, quindi ci si deve assicurare che si integrino in maniera ridotta o non introdurli affatto. Fluidi Potreste aver sentito dire che il corpo possa spesso confondere l’essere affamati e l’essere assetati. Infatti, sia la fame che la disidratazione possono portare a sentirsi deboli e vertigini. Non solo l'assunzione di liquidi aiuta a rimanere idratati e consente al corpo di funzionare normalmente, ma aggiunge anche volume allo stomaco sopprimendo la fame. Quindi, se non avete bevuto per un po' di tempo e state iniziando ad avere fame, provate a bere un bicchiere d'acqua e vedere come il vostro corpo reagisce. Su base giornaliera, 2-2,5 L di liquidi dovrebbero essere sufficienti per rimanere idratati. L’idratazione può essere fornita da diversi tipi di fluidi, non solo dall'acqua. Dal punto di vista della perdita di peso, è altamente raccomandato che la maggior parte dell'assunzione di liquidi provenga da bevande prive di calorie. Le bevande zuccherate non sono solo dannose per la salute, ma fanno molto poco per sopprimere l'appetito. Attività fisica Sfortunatamente, molte persone considerano l'esercizio inutile per la perdita di peso, poiché ritengono che le calorie bruciate siano semplicemente compensate mangiando più cibo durante il giorno. Anche se l'esercizio non brucia tante calorie quanto le persone pensano, può effettivamente sopprimere l'appetito. Ciò dipende tuttavia dalla modalità di esercizio, come dimostrato da uno studio di ricerca condotto presso l'Università di Loughborough nel 2012. Questa ricerca ha reclutato uomini in buona salute e richiesto di completare 3 diversi test in ordine casuale. La prima prova di controllo prevedeva il consumo di pasti a buffet 3,5 ore e 7 ore dopo il periodo di riposo, senza eseguire alcun esercizio fisico. Nella seconda prova i partecipanti hanno effettuato un'ora di ciclying prima di assumere un pasto e il test finale è stato un protocollo di esercizi sprint ripetuti seguito da pasti a buffet. I ricercatori hanno scoperto che la sessione ciclistica di un'ora non solo ha bruciato più calorie, ma ha anche soppresso l'appetito in misura maggiore rispetto al test di sprint. I benefici fisiologici e psicologici dell'esercizio con sprint interval non possono essere negati, ma questo studio e altri confermano che per un programma di perdita di peso, andare in bicicletta per un'ora è il metodo più efficace. Conclusione Per concludere, la perdita di peso è una priorità per la maggior parte delle persone che desiderano tornare ad essere in salute e in forma. L’antagonista di questo processo è la fame che tenta a consumare più cibo di quanto in realtà sia necessario. Una corretta alimentazione e attività fisica possono risolvere il problema ed aiutarvi a completare una dieta con successo.

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7 maschere naturali per il viso
Salute E Bellezza

7 maschere naturali per il viso

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Prendersi cura del vostro viso e coccolare la vostra pelle senza i costi di una lussuosa spa? Ecco sette ricette semplici ed efficaci, per pelli sensibili, grasse, secche e con problemi di acne. Maschera al bianco d’uovo Separate i bianchi di due uova e versateli in una scodella, aggiungendo due cucchiai di yogurt al naturale. Mescolate gli ingredienti e spalmate il composto sul viso. Lasciate agire per un paio di minuti e risciacquate con acqua tiepida. Per finire, applicate un panno caldo sul viso. Proprietà: astringente, idratante, combatte i brufoli. Maschera all’avena e yogurt Mescolate 1 cucchiaio di avena finemente macinata con 1 cucchiaio di yogurt biologico al naturale. Scaldate un cucchiaio per un paio di minuti in acqua calda e utilizzatelo per prendere del miele. Aggiungete qualche goccia di miele intiepidito e mescolatelo agli altri ingredienti. Lasciate agire la maschera sul viso per dieci minuti, sciacquate con acqua tiepida e infine applicate un panno caldo. Proprietà: idratante, esfoliante, restringe i pori e aiuta a migliorare l’aspetto di cicatrici e segni della pelle. Maschera al caffè e cacao In una terrina, mescolate 4 cucchiai di caffè macinato finemente e 4 di cacao amaro. Aggiungete 8 cucchiai di un latticino a scelta tra: latte fresco intero, panna fresca o yogurt intero al naturale. Mescolate il composto e aggiungete 2 cucchiai di miele (nel caso di pelle grassa, è consigliabile sostituire il miele con 2 cucchiai di succo di limone). Applicate il composto sul viso e lasciatelo asciugare. Sciacquate il viso con acqua tiepida. Proprietà: elimina le cellule morte, migliora la circolazione sanguigna, svolge un effetto levigante. Maschera alla zucca Passate o frullate mezza tazza di polpa fresca di zucca e aggiungete 2 uova. Per trattare pelle secca, aggiungete 2 cucchiaini di latte di mandorla; In caso di pelle grassa, invece, aggiungete 2 cucchiaini di succo di mirtillo rosso (cranberry) o di aceto di mele. Mescolate gli ingredienti, applicate la maschera sul viso e lasciatela agire per 15-30 minuti. Sciacquate con acqua fredda e applicate una crema idratante. Proprietà: nutre le pelli secche, previene l’acne, combatte l’invecchiamento della pelle e la rende luminosa. Maschera banana e miele Frullate una banana matura e aggiungete un cucchiaio di miele. Spremete qualche goccia di succo fresco di limone o arancia, amalgamate bene gli ingredienti e applicate la maschera sul viso per 15 minuti. Sciacquate con acqua fresca e applica un panno caldo sul viso. Proprietà: idratante, favorisce la naturale guarigione della pelle e la rende luminosa. Maschera all’avocado e miele Questa maschera è pensata specificatamente per combattere i difetti del viso, purificare i pori e dare luminositá al viso. Tagliare a metà l'avocado e con un cucchiaio o forchetta cominciare ad applicare pressione fino a quando non diventerà pastoso. Aggiungiete due cucchiani di miele e mescolare il composto. In alternativa al miele potete utilizzare una crema idratante per il viso, o dell’olio d’oliva, di mandorle o di cocco. Applicate la maschera e lasciala asciugare. Sciacquate il viso dopo circa 10-15 minuti. Proprietà: effetto purificante, combatte i difetti del viso e dona luminositá. Maschera alle fragole Questa maschera è particolarmente adatta all’acne. Schiacciate un quarto di tazza da tè di fragole con un quarto di tazza di yogurt naturale o panna fresca. Applicate la maschera sul viso e lasciatela per 10-15 minuti. Proprietà: favorisce la guarigione dell’acne, purifica i pori, rimuove i brufoli e ha un effetto esfoliante. Suggerimenti Se non vi piace particolarmente attendere che le maschere agiscano, potete applicarle e nel frattempo fare la doccia (ovviamante sciacquando il viso solo alla fine). In questo modo, potrete usufruire anche del benefico effetto del vapore sui pori, migliorando l’efficacia della maschera. Qual è la maschera più adatta per voi? Dipende dal tipo di pelle e dalle esigenze del momento. Quindi provate quelle a voi più adatte, cambiando magari qualche ingrediente e potenziandone l’effetto assumendo alimenti contenenti vitamina E o perché no, un integratore ricco di questo nutriente.

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Collagene: proprietà e benefici per la salute
Salute E Bellezza

Collagene: proprietà e benefici per la salute

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Il collagene è una proteina straordinaria che è stata utilizzata da molto tempo per combattere i segni dell’invecchiamento, dalle rughe ai dolori delle articolazioni. Dunque, quali sono i reali benefici del collagene? Cos’è il collagene? Il termine collagene deriva dalle parole greche Kolla (colla) e gen (dare nascita a), che si traduce letteralmente in ‘produttore di colla’ e riflette il ruolo principale del collagene che è quello di mantenere unite tutte le parti del corpo. Il collagene è una proteina fibrosa presente nei tessuti connettivi, che fornisce supporto per muscoli, ossa e articolazioni. In realtà, il collagene costituisce un terzo di tutte le proteine prodotte nel corpo. Il collagene è prodotto naturalmente dal corpo ma diminuisce con l’avanzare degli anni. Ciò può provocare la comparsa di rughe, capelli fragili e rigidità nelle articolazioni. In particolare, questo processo comincia una volta compiuti i 30 anni, tuttavia esistono dei modi per ritardare o perlomeno alleviare gli effetti dell’invecchiamento. Scopriamoli insieme. Benefici del collagene Si ritiene che il collagene svolga un ruolo importante nel mantenimento dell'organismo, in particolare per quanto riguarda i fattori dall'età. Pelle Il collagene giova la pelle in diversi modi. Aiuta a fortificare i vasi sanguigni e aumenta la distribuzione del sangue, ossigeno e sostanze nutritive alla pelle. Questo, a sua volta, stimola la formazione dei tessuti e accelera la guarigione delle ferite. Il collagene e l’elastina si trovano nello strato dermico (centrale) della pelle e la rendono più liscia e dall'aspetto più giovane. Crescita dei capelli La radice di ogni ciocca di capelli è circondata da una guaina di collagene, che aiuta a fornire i nutrienti necessari per la sua crescita e riparazione. Per questo motivo, il collagene aiuta ad aumentare il diametro di ogni singolo capello e a manterlo forte, lucente e a favorirne la crescita. Crescita delle unghie Le unghie sono costituite da proteine che possono diventare fragili senza il giusto apporto di nutrienti. Gli integratori di collagene possono aiutare a renderle più forti e dunque meno propense alla rottura. Articolazioni Il collagene sostiene la struttura fibrosa ed elastica delle ossa e delle articolazioni e funge da ammortizzatore. L'integrazione del collagene può aiutare a rallentare il deterioramento della cartilagine nel tempo e mantenere le articolazioni integre ed elastiche. Massa ossea Il collagene costituisce il 90% della massa ossea. L'assunzione di collagene insieme ad altre importanti vitamine e minerali può aiutare a migliorare il metabolismo osseo e ridurre il rischio di patologie delle ossa come l'osteoporosi e l'osteomalacia. Tipi di collagene Esistono 28 diversi tipi di collagene, ma il corpo ha bisogno solo dei tipi 1, 2 e 3 (insieme alla vitamina C) per produrre tutti i 28 tipi. Combinati, i tipi 1, 2 e 3 costituiscono circa il 90% del collagene del corpo: • Il tipo 1 si trova nella pelle, nelle ossa, nei tendini e nei tessuti tra gli organi; • Il tipo 2 si trova nella cartilagine insieme all'acido ialuronico; • Il tipo 3 si trova nei muscoli, nei vasi sanguigni e nella pelle. Nel loro stato naturale, le molecole di collagene sono molto grandi e difficili da assorbire per il corpo. Un processo di idrolisi viene utilizzato per ridurre il collagene in frammenti di peso molecolare inferiore così da migliorarne l'assorbimento. Cosa danneggia il collagene? Esistono molti fattori dietetici e stili di vita che accelerano la rottura del collagene, tra cui: Alto consumo di zuccheri Gli zuccheri hanno ripercussioni visibili sulla pelle, in particolare la comparsa di rughe. Lo zucchero accelera il tasso di glicazione; un processo naturale in cui lo zucchero nel sangue si lega alle proteine per formare molecole dannose chiamate prodotti finali di glicazione avanzata (AGE). Il collagene e l'elastina sono particolarmente vulnerabili a queste molecole, che col tempo li rende fragili e proni alla rottura. La glicazione, inoltre, converte il collagene di tipo 3 in collagene di tipo 1, che è più debole rispetto agli altri tipi. Fumo ll fumo provoca la costrizione dei vasi sanguigni, compresi quelli che alimentano gli strati esterni della pelle. Ciò significa che la pelle riceve meno ossigeno e sostanze nutritive, il che aumenta la comparsa delle rughe. Esposizione solare L'esposizione al sole aumenta la produzione di AGE, quindi proteggere la pelle dai raggi solari è uno dei modi più efficaci per combattere l'invecchiamento. Indossare una protezione solare SPF 30 ad ampio spettro soprattutto nei mesi estivi quando si è esposti nelle ore di punta. Riposo ridotto Durante il riposo, gli ormoni della crescita raggiungono la massima capacità per aiutare il corpo a ricostruire tessuti e cellule, compreso il collagene nella pelle e nei muscoli. Dunque dormire poco o in maniera interrotta durante la notte rallenta questo processo, per questo motivo ci si ritrova con occhiaie e occhi gonfi dopo una notte di poco riposo. Disidratazione Se il corpo è disidratato, le cellule si sgonfiano e il collagene diventa rigido e fragile, con la conseguente comparsa di rughe sulla pelle. Cercate di consumare almeno 2 litri di acqua al giorno. Fonti di collagene In passato, le diete erano ricche di collagene, ma molte fonti alimentari tradizionali come il brodo di carne fatto in casa, sono sempre meno presenti nella dieta di tutti i giorni. Le fonti alimentari di collagene di oggi sono principalmente sotto forma di alimenti fortificati, polveri e compresse. Per gli amanti della palestra, questi sono anche facili da aggiungere a frullati, frullati proteici o pancakes. È tuttavia possibile poter consumare una dieta ricca di alimenti che aiutano il corpo a produrre collagene come fragole, ciliegie, mele, arance e broccoli ricchi di antiossidanti. Anche fonti di proteine come latticini, uova e carni magre possono essere utili, in particolare quelle ricche di amminoacidi come la lisina e la prolina. Per i cosmetici, i filler di collagene possono essere iniettati direttamente nelle rughe, i cui effetti possono durare fino a sei mesi. Creme e lozioni possono anche aiutare a stimolare la produzione di collagene e ridurre il danno causato al collagene già esistente. Effetti collaterali del collagene Il collagene, in particolare quello contenuto nei filler cosmetici, può scatenare una reazione allergica. Se notate segni di rossore, prurito e gonfiore dopo un trattamento, consultate il vostro medico di famiglia o un dermatologo. L'assunzione elevata di collagene può anche aumentare la sensibilità ad altre allergie alimentari. Quando si utilizzano integratori invece, si consiglia di assumere il collagene almeno 30 minuti prima di consumare altre proteine per migliorare l'assorbimento e ridurre il rischio di effetti collaterali. In passato, i prodotti di collagene normalmente avevano origine animale, tuttavia adesso esistono integratori di collagene di origina marina, dunque ottima per coloro che sono vegetariani.

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Cioccolato: fa bene alla salute?
Perdita Peso

Cioccolato: fa bene alla salute?

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Siamo sicuri che il titolo di questo articolo avrà suscitato molta attenzione, dal momento che scoprire che il cioccolato possa essere salutare è una notizia piuttosto elettrizzante! Come molti di voi immagineranno, il basso contenuto di cacao e zucchero e il contenuto di grassi del cioccolato bianco e al latte li rendono meno attraenti per coloro che tengono alla loro salute. In questo articolo, scopriremo i benefici per la salute del cioccolato fondente, in particolare del cioccolato che contiene almeno il 70% di cacao. Come vedremo presto, alcune delle prove scientifiche sul cioccolato fondente sono piuttosto affascinanti e talvolta sorprendenti, grazie al suo ricco profilo nutrizionale. Quali sono i vantaggi del cioccolato fondente? Ricco di nutrienti essenziali Il cioccolato fondente è una fonte ricca di una serie di minerali essenziali per la salute e il benessere. Per 100 g di cioccolato fondente, avrete: 89% VRN di rame. Il rame ha un ruolo nella pigmentazione dei capelli e della pelle, nella salute del tessuto connettivo e nella funzione del sistema immunitario; 98% VRN di manganese, un nutriente che aiuta a mantenere la salute delle ossa e il tessuto connettivo; 67% VRN di ferro, un minerale che è importante per la circolazione, la funzione cognitiva e la riduzione della stanchezza e dell'affaticamento; 58%VRN di magnesio. Il magnesio ha un numero quasi inesauribile di ruoli in buona salute, con livelli di energia, salute psicologica, muscoli e ossa tutti positivamente influenzati da un apporto sufficiente di questo minerale. 33% VRN di fosforo, un nutriente che supporta ossa e denti forti. 22% VRN di potassio, un importante elettrolita che ci aiuta a mantenere una pressione sanguigna sana. 22% VRN di zinco. Come il magnesio, lo zinco ha così tanti ruoli importanti nel corpo. Il sistema immunitario, la riproduzione, il metabolismo e la salute dei capelli, della pelle e delle unghie sono solo alcuni dei benefici dello zinco. 11% VRN di selenio, un elemento chiave della produzione di glutatione - il "master antiossidante" del corpo. Sebbene 100 g siano una grande quantità di cioccolato fondente che, fornirebbe circa 600 kcal, è chiaro che anche una piccola porzione fornirebbe un contributo significativo di molti minerali essenziali. Fibre Proprio come la maggior parte dei minerali essenziali, le fibre sono una sostanza nutritiva di cui semplicemente non ne ricaviamo abbastanza. Le fibre sono fondamentali per la digestione, regolando i livelli di colesterolo e aiutando a sentirsi sazi più a lungo. L'attuale raccomandazione dell’EFSA(Autorità europea per la sicurezza alimentare) è di 25 grammi al giorno. Il cioccolato fondente fornisce 11 g di fibre per 100 g, questo dimostra che anche una piccola porzione può fornire un prezioso contributo alle esigenze quotidiane di fibre. Proprietà antiossidanti Il cacao è ricco di composti come polifenoli, flavonoidi che sono potenti antiossidanti. Gli antiossidanti sono sostanze chimiche che hanno la capacità di rendere innocui i radicali liberi. Gli scienziati, inoltre, hanno sviluppato una procedura per misurare l'attività antiossidante di determinati nutrienti. Questo è noto come capacità di assorbenza radicale dell'ossigeno o ORAC. Uno studio di ricerca basato su questo metodo ha dimostrato che il cacao ha un ORAC maggiore di qualsiasi frutto, anche mirtilli e bacche di acai! Gli antiossidanti aiutano a proteggere le cellule del corpo dal danno ossidativo causato dai radicali liberi. In particolare, numerosi studi di ricerca hanno indicato che il consumo di cioccolato fondente ha la capacità di proteggere il colesterolo e di evitare la formazione di quello che gli scienziati chiamano "colesterolo ossidato". Questo tipo di colesterolo è instabile, ed è molto più probabile che si attacchi alle pareti delle arterie, causando l’irrigidimento e restringimento di queste ultime, una caratteristica delle malattie coronarie. In questo modo, non solo i composti del cioccolato fondente aiutano contro i radicali liberi, ma allo stesso studio riducono il colesterolo LDL ("cattivo") e un aumentano il colesterolo HDL ("buono"). Funzione vascolare Una serie di studi clinici hanno dimostrato che il cioccolato fondente potrebbe abbassare modestamente la pressione sanguigna. Sebbene questi effetti siano davvero modesti, potrebbero certamente avere un effetto positivo insieme ad altri alimenti e cambiamenti positivi allo stile di vita. Insulino-resistenza Può sembrare controintuitivo che il cioccolato fondente possa migliorare la resistenza all'insulina - la principale causa del diabete di tipo 2. Tuttavia, ricerche dimostrano che una porzione di cioccolato fondente al giorno è sufficiente a ridurre la resistenza all'insulina, migliorare la funzione delle cellule beta pancreatiche (quale insulina del prodotto) e diminuire la CRP - un marker primario di infiammazione nel corpo. Poiché molte persone con insulino-resistenza e diabete di tipo 2 stanno cercando di ridurre il consumo di carboidrati e aumentare il loro consumo di grassi, il cioccolato fondente sarebbe comunque un buon spuntino e a conoscenza di questi studi appena menzionati, aumentano le ragioni per scegliere di consumare questo alimento delizioso e salutare. Rischio di malattie cardiache Anche se abbiamo già delineato la capacità del cioccolato fondente di abbassare la pressione sanguigna, l'insulino-resistenza e alterare favorevolmente il colesterolo nel sangue, questo non è significativo se non diminuisce l'incidenza dei disturbi cardiovascolari. Uno studio ha seguito 470 uomini anziani per un periodo di 15 anni. Dopo questo lasso di tempo, i ricercatori hanno valutato quanti dei partecipanti erano deceduti per malattie cardiovascolari. Ciò che è affascinante è che è stato scoperto che quelli con il più alto apporto di cioccolato fondente avevano il 53% in meno di probabilità di morire per complicazioni cardiache rispetto a quelli con l'assunzione inferiore. I ricercatori hanno anche preso in considerazione fattori come il fumo, l'assunzione di alcol, la storia familiare di malattie cardiache e il livello di istruzione. Ciò significa che possiamo essere più sicuri che il beneficio riportato sia dovuto alla dieta. Sebbene questo tipo di studio possa aiutare a creare legami tra l'assunzione di cacao e le malattie cardiache, non può dimostrare che il consumo di cioccolato fondente diminuisca la morte per disturbi cardiaci. Per corroborare questi risultati, nel 2011 è stato condotto uno studio molto più ampio. Reclutando quasi 5000 persone, è stato riscontrato che consumare cioccolato fondente 5 volte a settimana diminuiva la possibilità di sviluppare malattie cardiache del 57%, rispetto a coloro che non lo mangiavano affatto. Funzione cerebrale A parte la salute del cuore, il cioccolato fondente ha dimostrato capacità di influenzare positivamente un altro organo - il cervello. Una singola porzione di cioccolato fondente ha dimostrato di migliorare il flusso sanguigno cerebrale, con i ricercatori che hanno riferito che questo è stato un miglioramento significativo. I ricercatori hanno concluso che "il cacao ricco di flavanolo può aumentare il flusso sanguigno cerebrale, suggerendo il potenziale dei flavanoli del cacao per il trattamento della compromissione vascolare, tra cui demenza e ictus, e quindi per il mantenimento della salute cardiovascolare". L'ipotesi sopra presentata è stata effettivamente testata nel 2012. In questo studio, 90 adulti anziani con lieve deficit cognitivo sono stati assegnati in modo casuale di assumere una bevanda di cacao con alti livelli di flavanoli o un placebo al giorno per 8 settimane. Dopo 8 settimane è stato scoperto che coloro che assumevano la bevanda al cacao riducevano la loro insulino-resistenza, la pressione sanguigna e la quantità di colesterolo ossidato nel sangue rispetto al gruppo placebo. Inoltre, lo stesso gruppo ha visto grandi miglioramenti in numerosi test di abilità cognitive rispetto al placebo. Gli scienziati che condussero l'indagine ritennero che questo beneficio cognitivo fosse dovuto al miglioramento del flusso ematico cerebrale e alla maggiore sensibilità all'insulina che aumentava la quantità di glucosio che arrivava al cervello. Inoltre, il cacao contiene naturalmente stimolanti come la caffeina e la teobromina che potrebbero anche essere un fattore che contribuisce al miglioramento della funzione cerebrale. Protezione dai raggi del sole Sapevate che i cibi che mangiate possono effettivamente fornire una certa protezione contro le scottature? Alimenti come pomodori, frutta e verdura verde e arancione, tè verde e cioccolato fondente hanno tutti ricerche e studi che supportano la loro azione protettiva per la pelle. Questo perché contengono tutti potenti antiossidanti che forniscono ciò che gli scienziati chiamano "fotoprotezione endogena". Numerosi studi hanno dimostrato che il consumo di cioccolato fondente può migliorare la resistenza della pelle alla bruciatura solare fino al 50%. Non solo, uno studio ha persino riportato che 6 mesi di consumo giornaliero di cacao migliorano l'elasticità della pelle e diminuiscono l'aspetto delle rughe. Quanto cioccolato fondente dovrei assumere? In precedenza nell'articolo abbiamo menzionato il fatto che 100 g di cioccolato erano estremamente nutrienti ma avevano un alto contenuto calorico. Per questo motivo, la maggior parte degli esperti consiglia un'oncia (28 g) di cioccolato fondente come porzione perché questo darebbe comunque un grande contributo come fabbisogno di minerali, fibre e antiossidanti pur non essendo troppo calorico. Conclusione Anche se a molte persone potrebbe non piacere il cioccolato fondente a causa del suo "gusto forte e amaro", si spera che questo articolo vi abbia incoraggiato a provare a consumare il cioccolato al latte. Poiché i benefici del cioccolato sono dovuti al suo contenuto di cacao, è consigliabile scegliere un cioccolato con un minimo di 70% di cacao. Dalle prove che abbiamo esaminato in questo articolo, sembra che bastino un paio di quadrati una manciata di volte alla settimana per avere un impatto positivo su numerosi aspetti chiave della salute. Cosa ne pensate? Vi abbiamo convinti? Lasciateci un commento qui in basso!

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I benefici dell'Echinacea
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I benefici dell'Echinacea

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L’echinacea è originaria del Nord America. I fiori e le radici dai colori vivaci contengono composti chiamati polisaccaridi e flavonoidi, che si ritiene forniscano proprietà antibatteriche per le quali l'echinacea è diventata cosi amata. Esistono diverse varietà di echinacea, tuttavia, quelle più usate sono echinacea purpurea, echinacea angustifolia ed echinacea pallida. Quali sono i vantaggi dell’echinacea? Tutti i benefici dell’echinacea sono dovuti alla sua interazione con il sistema immunitario e la maggior parte degli studi scientifici ha esaminato la sua incidenza negli individui affetti dal raffreddore e dall'influenza. Uno studio pubblicato nel 1999 ha analizzato 108 partecipanti che avevano sofferto di almeno 3 raffreddori negli ultimi 12 mesi. Ad un gruppo fu assegnato in modo casuale un placebo mentre all'altro un prodotto di echinacea purpurea. Durante il periodo di studio di 8 settimane registrarono una leggera diminuzione della quantità di infezioni nel gruppo che aveva assunto l’echinacea. Tuttavia, il risultato più impressionante fu che le persone che avevano sviluppato un'infezione videro la sua diminuzione nella media di 2 giorni. Uno studio simile pubblicato nel 2012 ha fornito risultati simili. Questi ricercatori sono riusciti a reclutare 750 partecipanti con un sistema immunitario debole ed inclini a contrarre raffreddore e influenza. Per un periodo di quattro mesi, i partecipanti hanno assunto un integratore giornaliero di echinacea o un placebo. I risultati hanno mostrato che coloro che assumevano echinacea riducevano la frequenza del raffreddore del 60% e la sua durata in media del 26% in meno rispetto a quelli che assumevano un placebo. Sebbene gli esempi sopra riportati dimostrino che è possibile sperimentare alcuni risultati dall'assunzione di echinacea, non tutti gli studi hanno riscontrato dei benefici. Dalle prove disponibili, tuttavia, la varietà più efficace della pianta sembra essere Echinacea purpurea. Come agisce nel sistema immunitario? Gli scienziati non sono ancora sicuri al 100% esattamente. Detto ciò, ci sono alcune prove per dimostrare che questa pianta possa migliorare l'efficienza delle risposte infiammatorie del corpo e sovraregolare determinati componenti del sistema immunitario. Le ricerche pubblicate hanno dimostrato che l'echinacea può aumentare il numero e l'attività dei globuli bianchi e delle cellule T. Questi componenti funzionano come parte di una più ampia rete di cellule, contribuendo a neutralizzare gli agenti patogeni e mantenere una buona salute. Tuttavia, poiché questi risultati sono solo preliminari, saranno necessari ulteriori studi scientifici per confermare questa ipotesi. Quanta echinacea dovrei assumere? Come con tutti i composti nutritivi, è importante ingerire una quantità che è su misura per le vostre esigenze. Poiché sono disponibili diversi tipi di echinacea e sono comunemente utilizzati in una varietà di forme (tè, tinture, integratori o unguenti), è chiaro come non sia facile definire una "dose ottimale". Concentrandosi in particolare su compresse e capsule di echinacea, la ricerca ha tipicamente utilizzato dosi comprese tra 900-1500 mg al giorno, suddivise in tre dosi. Tuttavia, come accennato in precedenza, ci sono molti aspetti che possono alterare la quantità raccomandata di echinacea, quindi è sempre una buona idea seguire le istruzioni di dosaggio sull'etichetta. Effetti collaterali L'echinacea è riconosciuta come un integratore sicuro, ma in rare occasioni può portare a effetti collaterali lievi come febbre, nausea, mal di testa, vertigini e reazioni cutanee. In alcune persone, l'echinacea può scatenare una reazione allergica, in particolare se si è allergici alle piante della famiglia delle margherite, come l'ambrosia, le calendule e le margherite. Sebbene sia sicura per i bambini, l'agenzia di regolamentazione dei prodotti medicinali e sanitari (MHRA) ha consigliato che, come misura precauzionale, l'echinacea non venga somministrata ai bambini di età inferiore a 12 anni, a causa di un piccolo rischio di reazione allergica. Non esistono prove sufficienti per determinare la sicurezza dell'echinacea durante la gravidanza, quindi il consumo non è consigliato. Poiché l'echinacea può potenziare la risposta immunitaria, coloro che assumono farmaci immunosoppressori devono consultare il proprio medico prima di assumere un integratore di echinacea. Se si soffre di una condizione epatica cronica o si stanno assumendo farmaci noti per la salute del fegato, si consiglia, inoltre, di evitare l'uso di echinacea. Sebbene non vi siano prove che suggeriscano che l'echinacea non sia sicura per l’assunzione a lungo termine, vi sono alcune ricerche che indicano che la sua efficacia potrebbe essere indebolita dall'uso quotidiano. Per questo motivo, molti esperti consigliano l'assunzione di echinacea in cicli di 2 settimane (2 settimane si / 2 settimane no) durante tutto l'anno per mantenere la massima efficacia. Riepilogo L’echinacea è stata utilizzata con successo per anni e ha un encomiabile profilo di sicurezza, è più che meritevole di considerazione per coloro che si ammalano frequentemente o che stanno sperimentando i primi sintomi del raffreddore. L'echinacea è riconosciuta come un integratore sicuro, ma in rare occasioni può portare a effetti collaterali lievi. Molti esperti consigliano l'assunzione di echinacea in cicli di 2 settimane (2 settimane si / 2 settimane no) durante tutto l'anno per mantenere la massima efficacia.

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10 cibi per la salute della prostata
Salute Dell Uomo

10 cibi per la salute della prostata

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Secondo alcune ricerche mediche circa la metà degli uomini oltre i 60 anni è affetta dall'iperplasia prostatica benigna (IPB), una patologia che si manifesta spesso con dolorosi e fastidiosi sintomi, causando, inoltre, un frequente bisogno di urinare. Altre malattie che possono colpire la prostata sono, ad esempio, la prostatite, un'infezione batterica che provoca dolore e disagio o il cancro alla prostata, che statisticamente colpisce circa una persona su otto. Tutte e tre le patologie sono state collegate, anche se non esclusivamente, ad uno stile di vita irregolare e una dieta non salutare. Esistono alcune prove sull’efficacia della "dieta anti-infiammatoria" per proteggere e alleviare i problemi alla prostata. Simile alla dieta mediterranea, consiste nel mangiare molta frutta fresca, verdura, spezie e grassi sani come quelli che si trovano nel pesce fresco, noci e avocado. Nonostante non ci siano al momento abbastanza studi che verifichino l’efficacia di questa dieta, è ben risaputo che adottare una regime alimentare equilibrato ha comunque benefici per la salute in generale. Secondo queste ricerche preliminari, questi dieci alimenti possono migliorare la salute della vostra prostata. Peperoni I peperoni, in base al tipo, hanno profili nutrizionali leggermente diversi. Quest'ultimi hanno infatti il più alto contenuto di vitamina C di qualsiasi altro alimento (sì, anche delle arance!) e possono aiutare a ridurre il gonfiore e l'infiammazione della prostata. La vitamina C agisce anche come un diuretico ed alcuni uomini sostengono che migliori la minzione. La somministrazione endovenosa di vitamina C ad alte dosi può essere altrettanto efficace degli antibiotici nella cura delle infezioni ed è stato dimostrato che riduca le dimensioni dei tumori del cancro alla prostata. I peperoni jalapeño, una varietá di peperone piccante originaria del Messico, contengono quantità maggiori di capsaicina, l'ingrediente che dà al peperoncino il loro sapore piccante. Studi di laboratorio suggeriscono che la capsaicina è in grado di "eliminare le cellule cancerogene" - uno studio in particolare ha dimostrato che la capsaicina ha provocato la disintegrazione dell'80% delle cellule tumorali. Tuttavia, dovreste mangiare fino a otto peperoni alla settimana per notare questi benefici, il che non è molto pratico. Dunque di solito si consiglia di consumare almeno un paio alla settimana. Pomodori Il colore rosso acceso dei pomodori deriva dal licopene, un potente carotenoide antiossidante che aiuta ad abbassare i livelli ematici di antigene, una proteina collegata all'infiammazione della prostata e l'IPB. Uno studio effettuato presso l'Università di Harvard che ha coinvolto 47.494 uomini ha rilevato che mangiare due porzioni di salsa di pomodoro ogni settimana riduce il rischio di cancro alla prostata del 23% rispetto agli uomini che mangiano raramente prodotti a base di pomodoro. In un ulteriore studio, è stato dimostrato che 15 mg di licopene al giorno rallentano la progressione dell'IPB. Il corpo ha difficoltà a digerire il licopene dai pomodori freschi, quindi i pomodori cotti o concentrati e sughi per la pasta sono i migliori! Questo perché il processo di cottura abbatte le pareti cellulari e rende il licopene più biodisponibile. Fate però attenzione alle salse che contengono zuccheri aggiunti. Aglio Aglio, cipolle e porri contengono tutti sostanze protettive chiamate alliums. L'aglio, in particolare, è stato a lungo utilizzato in medicina per trattare una serie di varie disturbi: dalla pressione alta ad un sistema immunitario debole. Più recentemente, degli studi hanno dimostrato che una dieta ricca di aglio può ridurre il rischio di BPH e alleviare le infezioni del tratto urinario comunemente associate alla prostata ingrossata. Uno studio che ha confrontato le diete di 2820 uomini ha scoperto che coloro che mangiavano regolarmente l'aglio avevano un rischio inferiore del 28% di BPH rispetto agli uomini che non consumavano mai l'aglio. Un altro studio basato sulla popolazione in Cina ha scoperto che gli uomini che mangiano almeno 10 grammi di cibi con allium ogni giorno dimezzano il rischio di cancro alla prostata, rispetto agli uomini che mangiano poco aglio. Tuttavia, altri studi hanno trovato poche prove che supportano le sue proprietà preventive contro il cancro. Verdure crucifere Sembra esserci un legame tra l'assunzione di verdure crocifere e il minor rischio di cancro alla prostata. Verdure crocifere come broccoli, cavolfiori e cavoli contengono tutti un composto chiamato sulforafano, che sembra attaccare ed eliminare le cellule cancerose lasciando intatte le cellule sane. È stato indicato come il miglior induttore fitochimico degli enzimi della fase 2, che aiuta a combattere gli agenti cancerogeni e può ridurre il rischio di cancro alla prostata. Il broccolo è la migliore fonte naturale di sulforafano e una combinazione di pomodoro e broccoli si è dimostrata più efficace nel ridurre i tumori quando consumati insieme piuttosto che singolarmente. Semi di zucca I semi di zucca sono una delle migliori fonti alimentari di zinco. Gli uomini perdono zinco in ogni emissione seminale e quindi necessitano di maggiori quantità di zinco rispetto alle donne. La mancanza di questo minerale spesso provoca infiammazioni e ingrassamento della prostata. Degli studi hanno dimostrato che gli uomini con prostatite hanno spesso livelli di zinco inferiori del 90% rispetto a quelli che invece non hanno problemi. Inoltre, l'assunzione di 100 mg di zinco al giorno riduce in modo significativo il rischio di avere un rigonfiamento della prostata e migliora i sintomi nel 70% dei casi. Frutta secca Una piccola manciata di noci è uno dei migliori modi per fare uno spuntino. Le noci del Brasile, in particolare, sono ricche di vitamina E e selenio e sono state etichettate come superfood anti-cancro. La vitamina E mantiene sane le membrane cellulari e il selenio aumenta i livelli di testosterone, migliora la qualità e la motilità dello sperma e rafforza il sistema immunitario contro le infezioni. Uno studio della durata di cinque anni, ha rilevato che l'assunzione giornaliera di selenio riduce il rischio di cancro alla prostata del 63%, il cancro del colon del 58% e il cancro ai polmoni del 46%. Solo due o quattro noci al giorno sono in grado di fornire sufficienti vitamine e minerali per mantenere la salute della prostata. Tuttavia è sconsigliato cucinarli, in quanto ciò danneggia il delicato contenuto di vitamine e minerali. Cibi a base di soia Gli alimenti ricchi di soia, come il tofu, il tempeh, il latte di soia e i fagioli di edamame sono alimenti dietetici in molti Paesi asiatici, che hanno anche tassi più bassi di cancro alla prostata rispetto ai Paesi occidentali in cui l'assunzione di soia è molto più bassa. La soia è una fonte unica di isoflavoni genisteina e daidzeina, che agiscono come l'ormone estrogeno. Studi di laboratorio suggeriscono che la genisteina, in particolare, è in grado di indurre la morte delle cellule tumorali e migliorare l'effetto delle radiazioni di chemioterapia sulle cellule tumorali. Studi della popolazione hanno anche dimostrato un legame tra l'assunzione elevata di soia e la bassa incidenza del cancro alla prostata. Tuttavia, ci sono pro e contro del consumo di grandi quantità di soia. Oltre ai benefici sopra menzionati, la soia può causare fluttuazioni dei livelli ormonali, quindi è meglio consumarla moderatamente. Oli di pesce Pesci di acqua dolce come salmone, sardine, sgombri, trote e aringhe sono tutti ricchi di acidi grassi omega 3 che aiutano a ridurre le infiammazioni. Uno studio recente ha dimostrato che le diete ricche di omega 3 hanno contribuito a prevenire la crescita e la diffusione delle cellule del cancro alla prostata e hanno suggerito che la carenza di questi acidi grassi potrebbe essere un fattore che contribuisce ai problemi della prostata. La tipica dieta occidentale ha uno squilibrio di acidi grassi omega 3 e 6. Mentre gli omega-6 pro-infiammatori (come quelli che si trovano nell'olio vegetale) sono essenziali per proteggere il corpo da infezioni e lesioni, possono anche causare numerosi danni. Abbiamo bisogno di più anti-infiammatori omega 3 per bilanciare i loro effetti. Provate a consumare due porzioni di pesce ogni settimana, una delle quali dovrebbe essere grassa, al fine di consumare livelli sufficienti di omega 3. Saw palmetto Saw palmetto è un arbusto simile alla palma. È originario del Nord America e ha una lunga storia di utilizzo nel trattamento dell'IPB. Produce un frutto ricco di acidi grassi e fitosteroli, che si ritiene riduca la conversione del testosterone del corpo in DHT e allevii i sintomi della prostata ingrossata, come l’incontrollabile impulso della minzione. Basta riporre un cucchiaino di bacche scure in acqua calda per cinque minuti e bere due volte al giorno. In alternativa, gli integratori di saw palmetto forniscono un metodo più semplice ed economico per consumare una dose consistente. Tè verde Il tè verde è ricco di composti antiossidanti chiamati catechine. Uno studio ha scoperto che gli uomini con BPH che hanno integrato 500 mg di tè verde ogni giorno per sei settimane hanno sperimentato un miglioramento del flusso di urina, una diminuzione dell'infiammazione e miglioramenti della qualità della vita. Uno studio separato ha dimostrato che bere più di cinque tazze di tè verde ogni giorno può ridurre il rischio di cancro alla prostata. Si consiglia di lasciare le foglie in infusione per almeno cinque minuti in acqua calda per rilasciare le sostanze salutari. Cibi da evitare Alcuni alimenti possono anche avere un effetto dannoso sul funzionamento regolare della prostata. Anche se non devono essere evitati completamente, è raccomandato consumarli con moderazione: • Prodotti lattiero-caseari: il latte è di gran lunga la migliore fonte alimentare di calcio, necessaria per il mantenimento di ossa forti. Consumare quantità normali di prodotti lattiero-caseari probabilmente non aumenterà il rischio di problemi alla prostata, ma si potrebbero verifare problemi se le quantità superano i 2000iu al giorno. I prodotti lattiero-caseari aumentano i livelli di una proteina denominata fattore di crescita insulino-I (IGF-1), i cui alti livelli sono collegati all'aumento del rischio di cancro. Due studi dell'Università di Harvard hanno scoperto che gli uomini che bevevano latte ogni giorno avevano un rischio maggiore di cancro del 30% -60%, rispetto agli uomini che raramente bevevano il latte. • Carne rossa e lavorata: limitare il consumo di proteine ​​animali da carne di manzo, maiale, agnello, prosciutto, pancetta e salsicce poiché quantità elevate possono aumentare il rischio di cancro alla prostata. Uno studio ha anche dimostrato che il consumo giornaliero di carne rossa aumenta il rischio di IPB del 38%. Gli studi hanno anche evidenziato che una dieta ricca di verdure, e con un consumo di carne moderato (una o due volte alla settimana) aiuti a diminuire il rischio di problemi alla prostata. • Grassi saturi: il grasso saturo è necessario sempre con moderazione, ma un consumo eccessivo può aumentare il rischio di problemi alla prostata. Inoltre, uno studio ha rivelato che gli uomini che consumano oltre il 40% del loro fabbisogno giornaliero attraverso cibi grassi aumentano il rischio di BPH del 30%, rispetto agli uomini che seguono diete a basso contenuto di grassi. Se avete notato dei cambiamenti o siete preoccupati per la salute della vostra prostata, vi consigliamo di consultare il vostro medico.

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Il carbone attivo e le sue proprietà per la salute
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Il carbone attivo e le sue proprietà per la salute

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Scoprite tutti i benefici di questa sostanza naturale: dal miglioramento della salute digestiva ai nostri trattamenti di bellezza consigliati. È importante sapere cos’è esattamente il carbone attivo prima di integrarlo nell’alimentazione quotidiana. In questo articolo troverete tutti i benefici del carbone per la salute. Cos’è il carbone attivo? Il carbone attivo viene utilizzato spesso anche per scopi medici ed è composto prevalentemente da fonti organiche che possiedono un elevato contenuto di carbonio. Inoltre, il carbone attivo ha tantissime proprietà che aiutano ad eliminare le tossine dal corpo. È possibile trovare il carbone attivo in diversi formati come: Integratori; Creme e gel; Maschere viso; Dentifrici; Sbiancanti per denti; Detergenti per corpo e saponi. Il carbone attivo è stato spesso utilizzato in passato come cura per le intossicazioni. Per questo motivo, successivamente il carbone è stato riconosciuto come medicinale ed è ora possibile trovarlo in tutte le farmacie e le strutture mediche. Come utilizzare il carbone attivo? Nonostante possediamo numerevoli informazioni scientifiche sul carbone attivo, le ricerche su questo prodotto sono ancora in corso scoprendo sempre nuovi vantaggi di questa sostanza. Ciò significa che potrebbero esserci ulteriori benefici oltre a quelli già noti. Purificazione dell'acqua Oltre ad essere utilizzato per le intossicazioni, il carbone attivo è stato utilizzato da secoli per depurare l'acqua. I sistemi di filtrazione utilizzano il carbone attivo per la sua straordinaria capacità di catturare, trattenere e rimuovere sostanze chimiche nocive. Grazie alla sua incredibile superficie il carbone attivo (un solo grammo ha una superficie di oltre 3.000m2), può assorbire e trattenere le tossine usando un processo chiamato adsorbimento. Disintossicante Il carbone attivo viene utilizzato in forma di integratore per aiutare a rimuovere e disintossicare il corpo utilizzando le sue notevoli proprietà absorbenti. Gli alimenti trasformati possono contenere sostanze chimiche e conservanti che tuttavia potrebbero essere dannosi per la vostra salute. Molti credono che il carbone attivo possa essere in grado di catturare queste tossine prima che siano assorbite dall’intestino e riversate nel sangue. Tuttavia, anche se i benefici potenziali del carbone attivo possono sembrare interessanti, è molto importante sapere che è necessario assicurarsi di bere molta acqua quando si assume in quanto come le fibre solubili, il carbone attivo assorbe anche le molecole d'acqua, che, se non reintegrate, possono portare alla disidratazione. Ricordatevi di assicurarvi di bere un bicchiere d'acqua insieme ad ogni compressa o capsula di carbone attivo. Salute digestiva Come per la disintossicazione, molti studi ritengono che, grazie alle capacità assorbimenti può anche essere diretto per aiutare la salute digestiva, in particolare per aiutare a prevenire o fornire sollievo da gonfiori e gas. Si ritiene che assumere un integratore di carbone attivo prima o subito dopo un pasto può aiutare ad assorbire sostanze che producono gas nello stomaco, allo stesso modo contribuendo alla rimozione delle tossine, di altre sostanze tossiche, si ritiene anche che il carbone attivo possa essere in grado di contribuire alla salute digestiva complessiva, in particolare dell’intestino. Carbone attivo e ipercolesterolemia Effettuando una cura di carbone vegetale, assunto tre volte al giorno per un mese si può ridurre fino al 25% il colesterolo cattivo e al tempo stesso avere un aumento discreto di quello buono, l’HDL accostato ad una dieta sana. Anche in questo caso la sua funzione è permessa dall’assorbimento delle molecole di colesterolo che vengono inoltre aiutate ad essere espulse mediante la defecazione. Trattamenti di bellezza Il carbone è un ottimo alleato anche per la pulizia della pelle: non è un caso che sia l'ingrediente attivo purificatore di maschere, proprio per la sua capacità di "attirare" in superficie qualsiasi tipo di impurità. Maschera al carbone vegatale fatta in casa Per una maschera al carbone vegetale fai da te, tutto quello di cui avete bisogno è: - 1 cucchiaino e mezzo di carbone vegetale; - 1 cucchiaio di miele; - 90 ml d’acqua. Mescolare la polvere di carbone con l’acqua e il miele, fino a ottenere un impasto omogeneo. Applicare immediatamente sul viso e lasciare riposare per 5-10 minuti. Dopodiché, rimuovere la maschera delicatamente. Carbone attivo per denti bianchi A prima vista, spazzolare i denti con il carbone vegetale attivo non li rende di certo più bianchi, anzi li fa apparire letteralmente neri. Anche se il carbone annerisce temporaneamente i denti una volta sciacquata bene la bocca con l'acqua va via tutto, compreso i batteri nocivi presenti nel cavo orale. Il carbone attivo adsorbe le tossine dalla bocca e aiuta a rimuovere le macchie dai denti, favorendone lo sbiancamento. Già dopo i primi utilizzi si possono notare denti più bianchi. Oltre a sbiancare i denti, il carbone attivo aiuta a bilanciare il pH del cavo orale migliorando la flora batterica nella bocca, e quindi la salute dentale e gengivale. In questo modo infatti si abbassa il livello dei batteri cattivi che causano carie e gengiviti. Il carbone attivo è dunque un ottimo rimedio naturale sia per sbiancare i denti si per proteggerli. Possibili effetti collaterali Per quanto concerne i possibili effetti collaterali o controindicazioni c’è da aggiungere che il carbone in se per se non viene assorbito dalle mucose intestinali, assorbe quello che c’è da assorbire passando lungo il tratto digerente e infine viene espulso carico di batteri ed eventuale gas. Per tale motivo non manifesta generalmente effetti tossici né irrita l’intestino mentre potrebbe essere negativo qualora ci fossero lesioni del tubo digerente, caso in cui di solito ne viene sconsigliato l’utilizzo. È, inoltre, controindicato in caso di ostruzioni intestinali o appendicite. La sua funzione assorbente poi, può attenuare l’efficacia di taluni farmaci se assunti contemporaneamente, come altri antidoti o rispetto alla categoria dei farmaci emetici. Ultima precisazione è quella di evitarne il consumo per lunghi periodi, ma alternare fasi di somministrazione a fasi di astensione.

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